le tonellate di cemento in arrivo sul verde di Orgiano

Sabato 25 Gennaio 2003 - inquinamento, Basso Vicentino e Berici,

i nuovi insediamenti da collegare alla “a31” depurteranno la quiete del piccolo comune berico

La Regione Veneto propone da tempo che i paesi di piccole dimensioni accentrino i loro insediamenti industriali in “aree sovraccomunali’ di più facile gestione. Un possibile accentramento era quello che univa i poli industriali di Asigliano Veneto , Orgiano, poiana Maggiore e Sossano .Il consenso unanime dei 4 comuni era condizione necessaria per la realizzzazione di questo progetto , ma Sossano si é dichiarato contrario. Asigliano ha invece approvato l'ampliamento della propria zona industriale , che da 40mila metri quadrati preesistenti occuperà un'area di ben 350mila metri quadrati .Alcune lottizazioni della nuova area sono gia state vendute a delle società fiduciarie (una società fiduciaria permette ai suoi soci di rimanere anonimi).

L'amministrazione comunale ha dunque messo nelle mani di ignoti il destino del proprio ambiente. Ad Orgiano invece, dove il 5 novembre scorso il consiglio comunale ha deliberato, con voto favorevole alla sola maggioranza, l'adozione di una variante al PRG (piano regolatore generale) attuale, la situazione non é ancora irrecuperabile. La variante rimarrà infatti depositata in Comune fino al 5 gennaio, ed entro questo termine cittadini, comitati, associazioni, il partito di minoranza e chiunque lo ritenga opportuno puó presentare al Comune le proprie osservazioni scritte sulla materia (le osservazioni potranno essere accettate o meno dal Comune, che comunque dovrà allegarle alla variante per l'approvazione in Regione).

Tale variante prevede, oltre a nuove aree residenziali ad uso pubblico, un ampliamento della zona industriale di circa 500.000 metri quadrati, cifra esorbitante per un paese di appena 3084 abitanti (dato del 2001). La disoccupazione a Orgiano é pari al 2% della popolazione, perció questo non giustifica l'adozione di un progetto cos' vasto.

Secondo il sindaco Lorenzo Rezzadore, i ragazzi di Orgiano si allontanano dal paese per trovare lavoro, perció un ampliamento dell'area industriale potrebbe arginare questo piccolo esodo. Gli altri motivi a favore della nuova area sono la necessità di pareggiare il bilancio comunale e la volontà di tenere testa all'area industriale di 350mila metri quadri già approvata in quel di Asigliano Veneto.

L'area di Asigliano finirebbe per causare solo effetti negativi in termini di traffico ed inquinamento al comune di Orgiano, che oltre ai danni riceverebbe la beffa di non godere di alcun vantaggio economico. Perché dunque perdere il treno dello sviluppo, ora che la fermata é tanto vicina?

Di perché ce ne sono molti, a cominciare dall' impatto ambientale disastroso che 850mila metri quadri di aree industriali contigue provocherebbero in tutto il Basso Vicentino. Nell'area di Orgiano e dintorni non esistono canali su cui riversare gli scarichi delle fabbriche, che andrebbero ad inquinare le falde acquifere del sottosuolo; la zona non é dotata di strade abbastanza efficienti da poter fronteggiare un 'intensificazione massiccia del traffico dovuta agli spostamenti di camion e dei mezzi della manodopera; infine i paesi interessati non sono attrezzati ad ospitare le migliaia di persone costituenti la nuova forza lavoro. Come si puó capire, la conseguenza immediata di un'area industriale cos' grande sarebbe lo sconvolgimento degli equilibri sociali e ambientati di una zona che perderebbe cos' le caratteristiche di "isola felice" che l' hanno sempre contraddistinta.

Oggetto di acceso dibattito é poi il vincolo contro le attività chimiche e conciarie posto sull'area industriale di Orgiano. Il Consiglio Comunale ha dichiarato di voler impedire, attraverso questo vincolo, l'insedia- mento di qualsiasi tipo di industria invasiva, ma purtroppo tale vincolo non é sufficiente in quanto non fa riferimento alle tabelle dei tipi edilizi che elencano le attività insalubri (decreto ministeriale del 5/9/94).

La cittadinanza é in subbuglio perché sembra che qualche conciario dell'alto Vicentino abbia già puntato gli occhi sulle lottizzazioni orgianesi e che addirittura esistano già i nomi dei futuri acquirenti. Sindaco e Consiglieri smentiscono. A tutt'oggi peró non esiste certezza matematica di salvarsi dall'avvento delle industrie insalubri, in quanto una qualsiasi azienda puó impugnare il vincolo e insediarsi a Orgiano : il Tar potrebbe consentire all' azienda di insediarsi in quanto il vincolo espresso dal comune di Orgiano é generico e non ha forza di legge, come già successo in Lombardia, dove un' industria insalubre ha impugnato il vincolo generico espresso da un comune.

Salire sul treno di uno sviluppo cos' smisurato equivale a causare il deragliamento degli equilibri socio-ambientali fino ad ora costruiti con l'impegno di tutti: talvolta l'intento di "tenersi al passo con i tempi" si trasforma in una pericolosa arma a doppio taglio...certe ferite insanabili si possono evitare.



Alessandra Dal Monte
Tratto da Vicenza(abc) di sabato 4 gennaio '03

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