Cava di Monticello: il comitato promette battaglia davanti al Tar
Giovedì 10 Aprile 2003 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,
di Emilio Garon
Trecento partecipanti a Barbarano, con una folta rappresentanza dei comuni vicini, all'incontro promosso lunedì sera dall'amministrazione comunale e dal comitato per Barbarano sul problema della cava di Monticello. Andrea Spaliviero, presidente del comitato, ha ufficializzato il passaggio dell'associazione in ente legale Onlus, ´per agire in modo più incisivo nella difesa del territorio” individuando appunto nella cava il problema più urgente da affrontare.
Oltre al danno ambientale, secondo l'esposizione di Spaliviero, sono notevoli anche i disagi al paese e alla popolazione, con un traffico pesante insostenibile, rumori e polveri, cantieri molto vicini al centro del paese, svalutazione delle proprietà immobiliari attigue al colle, rischio di ampliamento dell'attività estrattiva.
´Nonostante le firme - ha concluso il presidente - arrivate a quota seimila, la Regione ha approvato il progetto, in mancanza di una piano cave, contro il parere dell'ente locale, e con un iter quanto meno sospetto”.
Nel suo intervento, con l'aiuto dei progetti tecnici, il sindaco Paolo Bogoni ha sostanzialmente illustrato ´lo scempio del colle dopo i tre milioni di metri cubi di materiale asportato”.
´Le motivazioni del nostro no - ha proseguito - non sono solo formali: mai una volta siamo riusciti a spostare l'attenzione della commissione o dell'assessore regionale sul piano ambientale o storico, oppure sul rispetto della popolazione: mutismo e indifferenza su questi aspetti, hanno prevalso gli enormi interessi economici”.
Solidarietà é stata espressa anche dal sindaco di Mossano Giancarlo Ceruffi con un messaggio chiaro: ´Non sopporteremo i disagi della cava, ci opporremo con tutte le forze e con ogni mezzo, se sarà necessario faremo le barricate”.
Gli interventi del pubblico sono stati numerosi.
Ecco alcuni interventi in sala: ´I fatti recenti, gli arresti eccellenti, le tangenti sulle cave nel Veneto con personaggi coinvolti a tutti i livelli, neppure ció ha convinto la Regione a fermare il progetto: questo ci deve far riflettere!” (ovazione e applausi).
´I politici dove sono? Dove sono i rappresentanti provinciali, regionali e gli onorevoli della nostra terra, ci rubano i voti e poi spariscono!” (boato e qualche invettiva).
´Dopo secoli, alla gente di Barbarano viene impedito di accedere ai boschi del Monticello, tagliare il bosco, recintare il colle é un atto di ostilità verso la popolazione del paese!” (lungo e preoccupato battimani)
Alla serata era presente anche Giulio Thiene, proprietario della cava: ´Sono l'imputato - ha esordito l'imprenditore - La nostra é un'impresa con 50 dipendenti, molti provenienti dalle località del basso vicentino; non svolgiamo attività speculativa, tuttavia dobbiamo creare profitto. Il materiale estratto é destinato ai lavori degli enti pubblici, non subappaltiamo le onerose attività estrattive, ma lavoriamo direttamente con i nostri mezzi, i nostri dipendenti”. L’imprenditore ha sottolineato l'interesse della proprietà nel sistemare adeguatamente, con gradoni e rimboschimento, le falde del monte alla fine dell'escavazione.
´Riconosco - ha sottolineato Thiene - che il comune di Barbarano ci ha fatto una lotta spietata ma leale, abbiamo gi? avuto oltre 140 milioni di lire di oneri legali per questa battaglia. Nonostante tutto é nostra intenzione cedere l'area di 90 mila metri quadrati al comune per parco pubblico, e siamo disponibili a firmare subito l'atto di cessione”. Per quanto riguarda il laghetto che dovrebbe sorgere nell'area ( altro motivo di contestazione ndr ) Thiene ha precisato che lo stesso é stato imposto dal Consorzio di bonifica, in quanto la zona é carente dal punto di vista idrogeologico.
L'assenza dei politici é stata più volte stigmatizzata, uno dei componenti del comitato ha precisato che sono stati invitati tutti i rappresentanti della zona: i consiglieri regionali Fontana e De Boni, l'on. Vascon, il sen. Tredese: ´La loro assenza é un segno inequivocabile dell'indifferenza verso il territorio, ce ne ricorderemo al momento opportuno”.
» intervenuto infine l'assessore provinciale Roberto Ciambetti, il quale ha informato che la Provincia ha chiesto e ottenuto dalla Regione di fermare ogni nuova concessione di cava. Secondo le valutazioni del rappresentante provinciale, per il sito di Monticello la decisione non é più revocabile, la cava si farà. Vivaci le reazioni del pubblico, soprattutto nel contestare le scelte della Provincia e del suo rappresentante (l'assessore Formenton della Lega) che in sede regionale hanno sempre votato a favore della cava.
Il comitato e l'assemblea dei presenti hanno preso alcune importanti decisioni: affidare ad uno studio legale gli interventi di ricorso al Tar valutando eventuali denunce, coinvolgere le altre associazioni di Barbarano e del basso vicentino nella difesa del territorio e dei beni ambientali, collaborare con il comune per fermare il progetto della cava, chiedere la solidarietà e l'appoggio a tutti i sindaci che hanno sottoscritto il Piano d'Area, concertare una dimostrazione pubblica a Venezia per portare alla Regione i motivi del dissenso, organizzare una grande manifestazione a Barbarano per affermare con forza il no alla cava.











