Cà del diavolo:le panzane del sindaco non hanno limiti

Sabato 18 Marzo 2006 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,

Dopo le asserzioni delatorie del sindaco di Orgiano sullo sviluppo della questione Cà del diavolo di cui avevamo reso conto in una nostra inserzione del 10 febbraio, avevamo inviato al "Basso Vicentino", che aveva raccolto le ennesime "balle blu" del primo cittadino, una lettera di precisazioni e puntualizzazioni su come erano andate davvero le cose.

La nostra lettera non é stata tuttora pubblicata, ma dovrebbe apparire in parte nel numero di aprile, sotto forma, peró, di un "confronto" fra il nostro presidente e il sindaco. Il confronto non é in realtà avvenuto, ma viene "allestito" e gestito in casa dal mensile, usando pezzi della nostra lettera (quali? ora non lo sappiamo, ma confidiamo nella deontologia dei giornalisti del mensile) su cui, immaginiamo, potrà controbattere il sindaco di Orgiano. Ma diciamo subito che la par condicio ci pare un po' sbilanciata, visto che la nostra lettera era una risposta ad accuse precise nei nostri confronti, mentre ora viene usata parzialmente, e pericolosamente, offrendo all'accusa la possibilità di ritagliarsi al suo interno un ulteriore spazio. Visto che le elezioni comunali si avvicinano e che il nostro comitato appoggia direttamente la lista che contrasta quella presentata dall'amministrazione uscente, riteniamo opportuno pubblicare per intero la lettera fatta pervenire al "Basso Vicentino".


"Gentile Direttore, nel numero di febbraio del Basso Vicentino il sindaco Rezzadore lancia la campagna elettorale in cui non si puó ripresentare da sindaco ma ripresenterà invece la sua linea attraverso una lista che sarà espressione dell'amministrazione uscente, prendendosela con il Comitato Tutela del Territorio dopo il successo clamoroso ottenuto proprio grazie allo stesso Comitato per la bocciatura della cava di Cà del diavolo a Spessa. E' bene ricordare che il Comitato é stato ed é, purtroppo, l'unico attore sociale orgianese a vigilare, senza risparmiare le sue critiche quando sono dovute, sulle attività dell'amministrazione comunale dopo le dimissioni delle minoranze dal Consiglio comunale,.
Per il sindaco, il Comitato non c'entra in quel risultato e dice che é tutto merito suo e della sua amministrazione. Falsità che ha le gambe corte e che é ovvia per chi ha assistito all'incontro che il Comitato aveva indetto a settembre dell'anno scorso. L'amministrazione non si é mai fatta avanti quando la richiesta di cava é approdata in settembre 2005 in Commissione Regionale, sicché il Comitato ha dovuto mobilitarsi contattando le autorità competenti della Provincia e della Regione e producendo, dopo un'accurata analisi del piano di coltivazione presentata dalla ditta richiedente di Pressana, un dossier che é stato presentato in quell'occasione, in cui sono state convocate e hanno partecipato autorità politiche e tecniche di Provincia e Regione.
L'amministrazione ha preso contatto con l'assessorato provinciale al settore solo dopo che il Comitato aveva gi? ottenuto un suo incontro con l'assessore?. che l'aveva, da parte sua, assicurato della sua piena disponibilità e collaborazione dopo aver manifestato la propria soddisfazione per il materiale informativo presentato dal Comitato. » solo una volta sollecitato, in pubblico durante l'assemblea, a fornire all'assessorato ulteriore materiale informativo individuato dal Comitato, ma che questo ultimo non poteva fornire per il tenore discrezionale del suo contenuto che solo un'amministrazione pubblica era in grado di produrre con la dovuta legittimazione (la parte della variante al PRG che coinvolge la frazione di Spessa), che l'amministrazione comunale si é mossa nel modo da noi indicato in pubblico, nell'assemblea. I testimoni dell'accaduto sono numerosi e fra di loro ci sono consiglieri provinciali, tecnici regionali e lo stesso assessore provinciale. » quindi ora che il sindaco la smetta con le panzane elettorali che mirano ad accantonare le associazioni che incidono direttamente sulla tutela del territorio contro le scelte politiche devianti e devastatrici di cui é stato pubblicamente denunciato in numerose occasioni, come il principale artefice.
Una delle prove minime di quanto affermiamo é che la consegna del materiale individuato dal Comitato e che l'amministrazione doveva a tutti costi fornire per corroborare la nostra tesi sulla non fattibilità della cava, é stato recapitato in Provincia solo il mercoled' pomeriggio successivo all'incontro pubblico avvenuto invece il luned' sera precedente, e all'incontro dello scrivente presidente del Comitato con l'assessore provinciale avvenuto il marted' in mattinata.
I presenti a questi vari incontri, semplici cittadini di Orgiano e importanti tecnici e politici provinciali e regionali, sapranno giudicare e apprezzare adeguatamente chi argomenta con simili oziose “fantasieî: peccato per Orgiano che sia proprio il suo primo cittadino!
Per garbo e discrezione, il Comitato non ha voluto infierire durante l'incontro pubblico su una lampante inadempienza dell'amministrazione comunale quando si trattava nel 2001 di inviare in Provincia elementi concreti a sfavore della cava: l'amministrazione ha s' espresso allora un parere negativo dal valore strettamente politico senza peró addurre ad argomenti tecnici che comunque erano gi? presenti senza dover aspettare la famigerata variante contro la quale il Comitato ha fatto ricorso al TAR (la variante delle enormi espansioni delle aree produttive). Il fatto é che se la variante del 2002 va ad incidere sul ravvicinamento della residenzialità della zona di cava (fino ai 40 metri, ed é la prova di questo fatto che il Comune é stato invitato a consegnare al più presto in Provincia), la residenzialità gi? esistente di Spessa presentava fin da allora, un avvicinamento comunque sufficiente all'area di cava, cioé 150 metri, per bloccare tutto sul nascere, visto che la legge stabilisce che la distanza deve essere di almeno 200 metri! Come mai questa svista tecnica decisiva? Incompetenza?!!? mettiamola cos'; il che é gi? dire tanto sulla preparazione e l'oculatezza di chi a Orgiano ha amministrato il territorio per due mandati. Dire come fa l'attuale sindaco che lo scopo della variante n. 2/2002 (sempre quella delle enormi espansioni delle aree produttive) sulla quale deve ancora pronunciarsi il TAR, era di avvicinare la residenzialità di Spessa alla cava per impedirla é un argomento che egli puó usare solo ora perché l'aveva additato il Comitato al momento opportuno, restando fermo per noi il principio negativo di quella variante per aspetti che non staró qui ad elencare. Dove sono comunque gli atti che comprovano che tale era allora lo scopo dell'amministrazione e del sindaco? Questo argomento fa pensare alla storia dell'idraulico che fa bene il suo mestiere ma che ammazza i padroni di casa prima di uscire: il fatto che abbia sistemato la perdita nel bagno non lo assolve di essere un criminale. Sgarbo per sgarbo, possiamo tranquillamente rovesciate una simile argomentazione di comodo, dicendo che sindaco e amministrazione comunale avrebbero invece, addirittura contestato il fatto che la vicinanza dell'area di cava potesse impedire lo sviluppo della variante.
Affermiamo con forza e sottolineiamo che se il Comitato non si fosse mosso in tempo, avremo avuto un'ulteriore cava in casa. Purtroppo, c'é ancora chi, o per convenienza o per non conoscenza, associa alla parola Comitato la parola “contrario aî, anziché premiare e valorizzare l'operato di volontari che cercano di indicare soluzioni per salvaguardare quel poco di bel paesaggio e ambiente rimasto nel Veneto."

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.