Per ora bloccato l'ampliamento della cava Italcementi
Sabato 18 Marzo 2006 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,
Il progetto é fortemente caldeggiato e appoggiato dal Consorzio di Bonifica nella persona del suo presidente Nani nonché dello stesso sindaco di Orgiano (vedi "Basso Vicentino" di febbraio 2006)! . L'iter usuale di una tale richiesta é di essere sottoposta alla Commissione provinciale che ha parere obbligatorio e vincolante in materia per poi essere sottoposto alla Commissione Regionale che in caso di parere negativo della Provincia non puó che ottemperare, mentre in caso di parere positivo deve formulare il proprio parere definitivo.
Ora l'Italcementi ha deciso di sottoporre direttamente alla Commissione regionale VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) un modo per scalvacare il parere della Provincia, che per ora, in assenza di PRAC (piano regionale di attività di cava) tende a rispondere negativamente a simili richieste.
Notizie freschissime di quest'ultima settimana: l'Ufficio Regionale Cave ha espresso parere negativo sul progetto Italcementi, e, a meno che, la legge del 1984 che vede Orgiano assente dalla lista dei comuni in cui si possono aprire nuove cave o ampliare quelle esistenti venga modificata dal Consiglio Regionale (ipotesi abbastanza remota), il progetto italcementi deve essere interamente riformulato e concentrato solo su Alonte che contiene una parte della coltivazione Italcementi.
Se cos' viene fatto, la VIA poi deve per forza includere una condivisione del progetto con le amministrazioni e popolazioni locali, in quanto impatto ambientale vuole dire anche impatto sul territorio e i suoi abitanti. Nella stessa VIA vengono considerati gli ingredienti del ripristino ambientale: il fatto sta che per riempire la cava verrebbe sviate le acque del Brendola, che scendono dalla valle del Chiampo e che sono fra le più inquinate delle provincia, e dette acque verrebbero a "dormire" sopra l'importante falda che sta sotto il piano di cava. E' chiaro che le infiltrazioni porterebbero acqua altamente inquinata nella falda di superficie e da questa nelle falde più profonde.
Il ripristino a invaso di espansione presenta notevoli vantaggi economici per l'Italcementi che altrimenti, secondo l'attuale obbligo di concessione, deve fare ripristino ambientale a rinverdimento con notevole apporto di terreno a spese della ditta.
Le fantasie del laghetto con ombrelloni e palme (é un triste e lamentoso scherzetto presente nell'immagine virtuale del progetto Italcementi!) vogliono obliterare la realtà di un bosco che dovrebbe sorgere con il rispristino per ora previsto al posto della cava, fantasie dysneiane che sembrano volere nascondere che l'ampliamento comporterebbe invece un enorme invaso di acqua inquinata.
Se l'ampliamento viene respinto come lo é tuttora, l'Italcementi annuncia che la concessione di cava che vale attualemente per 17.000.000 di mcubi, sarà esaurito fra tre anni, ovvero nel 2009 invece del 2015 (limite della concessione), visto che il ritmo di estrazione é stato una media di 650.000 mcubi all'anno. Quantità folle che secondo la legge del 1984 implica ogni anno una valutazione d'impatto ambientale (che scatta a partire da 350.000 mcubi). Segnaliamo che presso il Comune di Orgiano non sono presenti nessuno di questi rendiconto di volume estratto che sono presenti invece solo in Regione. Ci chiediamo su quale base il Comune puó valutare il compenso che la ditta deve versare per il volume estratto, tenendo conto che comunque, le valutazioni presenti in Regione sono date essenzialmente dalla ditta stessa! E non é rinvenibile nessuna controvalutazione fatta dal Comune che ha tutto il diritto e l'obbligo di farla nei confronti dei propri cittadini che vedono parte del loro territorio sparire sotto i loro occhi.
Comunque per ora stiamo a vedere quali saranno le mosse dell'Italcementi, per ottenere un maggiore volume di estrazione e un rinnovo anticipato di concessione. Il Comitato tiene la guardia alta.











