Biodigestore di Asigliano: ci appelliamo alla provincia per il rispetto del nostro territorio

Venerdì 10 Settembre 2010 - energia, inquinamento, Basso Vicentino e Berici,

Di Asigliano Veneto di solito si parla poco se non quando è ora della festa del radicchio rosso. In questi mesi invece se ne parla molto di più per il progetto di biodigestore anaerobico che Berica Utilya Spa propone su terreno in affitto dalla Utilya Srl (non è un bisticcio di parole …).

Non voglio entrare nel merito del progetto e dello Studio d'Impatto Ambientale che lo riguarda perché è stato difficile finora leggerlo in quanto non siamo riusciti a trovarlo presso l'ufficio tecnico comunale (l'unica copia disponibile è in cartaceo e l'aveva in lettura il sindaco per lo meno fino a l'altro ieri) e le uniche informazioni in merito sono state date giovedì 9 settembre scorso in un'ora di esposizione pubblica che per forza del tempo limitato è stata sommaria.

Vogliamo solo sottolineare alcuni punti discutibili della procedura seguita finora.

 

  1. Passati 22 giorni dalla pubblicazione per mezzo stampa locale (cioè dal 20 agosto indicato dai tecnici presenti in sala comunale di Asigliano come giorno della pubblicazione al 9 settembre giorno della presentazione pubblica) l'elaborato dello Studio d'Impatto Ambientale era di difficile accesso, in contrasto con le raccomandazioni della Legge Regionale VIA che chiama alla maggiore concertazione pubblica. Precisiamo che al giorno della presentazione pubblica rimanevano soltanto 28 giorni per la presentazione delle osservazioni presso gli uffici competenti in quanto la Legge VIA stabilisce a 50 giorni il tempo utile alla consegna delle osservazioni al progetto per associazioni e cittadini.
  2. La zona produttiva di Asigliano Veneto è il risultato di una variante al PRG di Asigliano del 2002 - 354.000 metri quadri per un paese di 900 abitanti) che creò parecchio disagio fra gli abitanti di Asigliano e dei paesi limitrofi (Pojana e Orgiano) tali da portare ad un ricorso al TAR per l'annullamento della variante e da costringere nel 2004 l'allora amministrazione di Asigliano attraverso un'ulteriore variante ad introdurre dei vincoli contro l'insediamento di attività insalubri di prima classe tra le quali anche la n. 100 (DM Sanità 5 settembre 1994). Ora il progetto del biodigestore rientra proprio in questa categoria n. 100. Quindi, a rigore di termini non si dovrebbe neppure contemplare la possibilità di un suo insediamento ad Asigliano, però i promotori hanno chiesto alla Provincia di cancellare con nuova variante imposta attraverso una conferenza dei servizi, ciò che la gente di Asigliano, Cagnano di Pojana Maggiore e Pilastro di Orgiano era riuscita ad ottenere con la variante del 2004.


Si può capire a questo punto lo sgomento che si sta impadronendo di chi abita fra Asigliano, Pojana e Orgiano. Perciò chiediamo alla Provincia e agli enti coinvolti di ascoltare ciò che il nostro territorio ha gridato e fatto mettere nero su bianco allora, e di non disfare con questa nuova variante ciò che è stato ottenuto con impegno, fatica e anche oneri finanziari .

 

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.