BENI CULTURALI COMMISSARIATI: COSA NASCONDE?
Mercoledì 04 Febbraio 2009 - architettonici,
L’ARCHEOLOGIA COMMISSARIATA. IERI POMPEI, OGGI ROMA E OSTIA
Il comunicato del MiBAC in data 30 gennaio con cui si rende pubblica la decisione del Ministro Bondi, in accordo con il Sindaco Alemanno, di proporre la nomina di Guido Bertolaso, capo della protezione civile, e dell’assessore all’urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini, quali commissario straordinario e vicecommissario (‘soggetto attuatore’) per le aree archeologiche di Roma e di Ostia Antica, suscita in Italia Nostra più di un motivo di preoccupazione se non di sconcerto.
In attesa di conoscere nel dettaglio i poteri attribuiti ai commissari, si rileva come prosegua, da parte del Ministero, la pratica dei commissariamenti dei propri organi di tutela sul territorio, le Soprintendenze, cos“ come già accaduto per Pompei, con risultati di modestissimo impatto rispetto alle dichiarate finalità, cos“ come rilevato concordemente dagli organi di stampa e dagli studiosi nazionali e internazionali.
Poiché, ancor più che per il sito campano, le ragioni di “protezione civile” addotte per il provvedimento per le aree archeologiche di Roma e Ostia appaiono del tutto inconsistenti, trova spazio il sospetto che l’obiettivo principale di una simile decisione sia da annettere alla facoltà, spesso connessa al ruolo dei commissari, di deroga rispetto alle normative correnti, a partire da quella sui Lavori Pubblici e quindi, in buona sostanza, la facoltà di agire da stazione appaltante con corsie “privilegiate” rispetto alle regole vigenti.
Italia Nostra, oltre a respingere queste modalità tese a creare situazioni di emergenza fittizie allo scopo di operare in assenza di vincoli e controlli, sottolinea la gravità della decisione ministeriale che di fatto viene ad esautorare i propri organi territoriali, le Soprintendenze, ponendole “sotto tutela” di figure peraltro completamente prive di ogni seppur minima competenza nell’ambito del patrimonio archeologico, della sua tutela e della sua gestione, a tal punto che lo stesso Ministero ha ritenuto necessario, contestualmente, affiancar loro un Comitato scientifico, ancora una volta esterno alla Soprintendenza che, quindi, viene di fatto completamente delegittimata anche sotto il profilo culturale.
A queste considerazioni si aggiunge il fatto che il “soggetto attuatore” o vicecommissario Marco Corsini è contestualmente Assessore del Comune di Roma, e dunque il provvedimento, accogliendo la rivendicazione del sindaco Alemanno, in pratica trasferisce alla amministrazione della capitale i compiti di tutela archeologica, perciò municipalizzata. Per altro Corsini è assessore all’Urbanistica, in questo ruolo chiamato quotidianamente ad assumere provvedimenti sui quali la Soprintendenza archeologica ha l’obbligo di esercitare controlli ed esprimere pareri: sovrapposizione questa, che rende assolutamente incompatibile, sotto il profilo di opportunità istituzionale, l’esercizio contestuale della doppia funzione.
La stessa estensione del provvedimento, oltre che all’area capitolina, a quella di Ostia Antica, rende più che opportuno necessario, anche da un punto di vista territoriale, il coinvolgimento di organi istituzionali di area vasta quali Regione e Provincia; a meno che l’ampliamento al sito costiero non stia a prefigurare, quasi una prova generale, il progetto di una futura annessione della Soprintendenza Ostiense a quella di Roma, cancellazione determinata non da ragioni di ordine scientifico-culturale, bens“ dai diktat del Ministero dell’Economia.
Italia Nostra nel richiedere al Ministro di recedere della proposta, lo invita piuttosto ad attivarsi per recuperare quelle risorse finanziarie, ma non solo, che, sottratte al Ministero da lui diretto, sono i veri e soli strumenti di cui le Soprintendenze di Roma e Ostia hanno assoluto e urgente bisogno per operare e garantire quei livelli di tutela che, pur in condizioni di difficoltà cos“ gravi come quelle attuali, hanno saputo garantire fino a questo momento.
Comunicato stampa Italia Nostra Sede Nazionale
Il comunicato del MiBAC in data 30 gennaio con cui si rende pubblica la decisione del Ministro Bondi, in accordo con il Sindaco Alemanno, di proporre la nomina di Guido Bertolaso, capo della protezione civile, e dell’assessore all’urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini, quali commissario straordinario e vicecommissario (‘soggetto attuatore’) per le aree archeologiche di Roma e di Ostia Antica, suscita in Italia Nostra più di un motivo di preoccupazione se non di sconcerto.
In attesa di conoscere nel dettaglio i poteri attribuiti ai commissari, si rileva come prosegua, da parte del Ministero, la pratica dei commissariamenti dei propri organi di tutela sul territorio, le Soprintendenze, cos“ come già accaduto per Pompei, con risultati di modestissimo impatto rispetto alle dichiarate finalità, cos“ come rilevato concordemente dagli organi di stampa e dagli studiosi nazionali e internazionali.
Poiché, ancor più che per il sito campano, le ragioni di “protezione civile” addotte per il provvedimento per le aree archeologiche di Roma e Ostia appaiono del tutto inconsistenti, trova spazio il sospetto che l’obiettivo principale di una simile decisione sia da annettere alla facoltà, spesso connessa al ruolo dei commissari, di deroga rispetto alle normative correnti, a partire da quella sui Lavori Pubblici e quindi, in buona sostanza, la facoltà di agire da stazione appaltante con corsie “privilegiate” rispetto alle regole vigenti.
Italia Nostra, oltre a respingere queste modalità tese a creare situazioni di emergenza fittizie allo scopo di operare in assenza di vincoli e controlli, sottolinea la gravità della decisione ministeriale che di fatto viene ad esautorare i propri organi territoriali, le Soprintendenze, ponendole “sotto tutela” di figure peraltro completamente prive di ogni seppur minima competenza nell’ambito del patrimonio archeologico, della sua tutela e della sua gestione, a tal punto che lo stesso Ministero ha ritenuto necessario, contestualmente, affiancar loro un Comitato scientifico, ancora una volta esterno alla Soprintendenza che, quindi, viene di fatto completamente delegittimata anche sotto il profilo culturale.
A queste considerazioni si aggiunge il fatto che il “soggetto attuatore” o vicecommissario Marco Corsini è contestualmente Assessore del Comune di Roma, e dunque il provvedimento, accogliendo la rivendicazione del sindaco Alemanno, in pratica trasferisce alla amministrazione della capitale i compiti di tutela archeologica, perciò municipalizzata. Per altro Corsini è assessore all’Urbanistica, in questo ruolo chiamato quotidianamente ad assumere provvedimenti sui quali la Soprintendenza archeologica ha l’obbligo di esercitare controlli ed esprimere pareri: sovrapposizione questa, che rende assolutamente incompatibile, sotto il profilo di opportunità istituzionale, l’esercizio contestuale della doppia funzione.
La stessa estensione del provvedimento, oltre che all’area capitolina, a quella di Ostia Antica, rende più che opportuno necessario, anche da un punto di vista territoriale, il coinvolgimento di organi istituzionali di area vasta quali Regione e Provincia; a meno che l’ampliamento al sito costiero non stia a prefigurare, quasi una prova generale, il progetto di una futura annessione della Soprintendenza Ostiense a quella di Roma, cancellazione determinata non da ragioni di ordine scientifico-culturale, bens“ dai diktat del Ministero dell’Economia.
Italia Nostra nel richiedere al Ministro di recedere della proposta, lo invita piuttosto ad attivarsi per recuperare quelle risorse finanziarie, ma non solo, che, sottratte al Ministero da lui diretto, sono i veri e soli strumenti di cui le Soprintendenze di Roma e Ostia hanno assoluto e urgente bisogno per operare e garantire quei livelli di tutela che, pur in condizioni di difficoltà cos“ gravi come quelle attuali, hanno saputo garantire fino a questo momento.
Comunicato stampa Italia Nostra Sede Nazionale











