Abbozzo di Ballata sbagliata del cavatore

Venerdì 01 Settembre 2006 - cultura, Basso Vicentino e Berici,

Dal gentile e schivo poeta orgianese cullato dall'ombra di gelsi, ulivi e secolari piante di alloro, dopo l'umida calura estiva, ci é pervenuta una riflessione poetica, distillato del suo amato ozio letterario, di cui lo ringraziamo per la perspicace attualità e che lui stesso ha intitolato “Abbozzo per una ballata sbagliata del cavatore”.

Curiosi del titolo siamo andati a trovarlo sul monte, verso l'imbrunire, la sua ora prediletta. Egli non ha voluto uscire dai suoi benamati cespugli di scotano e rovi di rosa canina e ginepro, e solo da lontano ci ha risposto con voce appena udibile se non sussurrante, con sapore dantesco."Abbozzo perché non vedo una fine alla ballata del cavatore finché i nostri monti in vallata avranno sciupati. Abbozzo fa anche rima con rozzo, e rozzezza e l'unico vero e reale cemento di cotale umana specie".

Prima che si dileguasse in silenzio, gli abbiamo rivolto un seconda domanda sul perché di una “ballata sbagliataî. Ci ha risposto con voce più forte:î Perché é tutto sbagliato, sguazziamo nell'errore e andiamo cantando e ridendo verso l'orrore, quindi non pretendete che un poeta o un artista vi aggiusti, nel suo piccolo, il mondo, in modo di esentarvi di farlo voi stessi, di farvi dimenticare l'ovvio o, per lo meno, di fare meno peggio del solito, e, anzi di pensare di poterlo guastare infinitamente perché tanto qualcuno rimetterà tutto a posto.î Poi Silo Dalmonte é sparito con un fruscio di rami.


Io sono un cavatore senza remore e paura,
Mi districo fra monti e fiumi nella calura.
La mia arma é una macchina infernale
Che scava e smuove, sterra la zolla ospitale.
Il mio unico messale e credo é il cemento
Che per tanti miscredenti irredenti é tormento.
Che m'importa che i monti diventino pianura
Purché io divelti ogni sembianza di selva oscura.

Dagli Euganei ai Berici sono instancabile migrato
Per aggiungere pietra su pietra asfalto ad asfalto.
Spiano i monti per fare ponti che importa se di Messina
Anche se per l'Italia fa incresciosa rima con rovina.
Con i vostri insulsi declivi a voi ameni, anche in Palestina
Faccio muri che sfidano come Babele l'umanità supina.
I monti sono per voi prodighi di uva e vino, ulivi e olio
Per me sono miniere di sassi, calce, concime per il mio portafoglio.

Signori danarosi dannati dal Signore
Il monte Purgatorio posso spianare.
L'infernale bocca che mai si puó saziare
Ormai chiusa, non il cammello ma lo scavatore
Dalla cruna romberà nei celesti giardini e vicoli
Affinché anche ivi nulla vincoli.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.