Autunno? di tante cose!
Mercoledì 19 Settembre 2007 - segnalazioni, Basso Vicentino e Berici,
aumento di disuguaglianze sempre maggiori, fonti di tremendi conflitti e di devastazioni culturali oltre che ambientali.
Ben vengano le parole di forte richiamo del papa sul delirio piromaniacale dell'estate, atte ad incentivare, fare riflettere e rivedere un modo urgente il nostro atteggiamento consumistico nei confronti dell'ambiente, ma soprattutto l'uso acritico di parole ormai consunte come quelle di “crescitaî e di “sviluppoî, che ogni giorno, dimostrano di entrare in diretta contraddizione e conflitto con gli ideali della pace e del bene comune.
In questo clima, non c'é da meravigliarsi che il nostro Basso Vicentino diventi il bersaglio dei fautori della bruttezza e del laido e che ci accaniamo a rieleggere, colti da una sindrome nevrotica che vede la vittima continuamente affidarsi al boia anche quando potrebbe liberarsene. Da qualche mese abbiamo attirato l'attenzione sull'orientamento nuovo e da brivido nella Provincia di Vicenza in campo estrattivo. Il Basso Vicentino viene minacciato da un salasso territoriale e paesistico la cui formalizzazione e pianificazione non ha precedenti: ancora qualche anno fa, queste cose capitavano come errori o disattenzioni, abusi e furbizie di alcune privati ai danni del bene di tutti. Ora il disastro viene pianificato! Il colmo del cinismo politico e tecnocratico. A uno verrebbe da pensare che un clan di politici dell'Alto Vicentino porta nel Basso Vicentino quello non vogliono da loro. Ma non é proprio cos', perché anche L'Altopiano di Asiago dovrà soffrire notevolmente per colpa delle concessioni della Provincia ai cavatori. Peró, é anche vero che per quanto ci siano assessori provinciali del Basso Vicentino nella nuova amministrazione provinciale, il nostro territorio non é per questo più difeso e protetto come si puó ravvisare dal ruolo di alcuni eletti del Basso Vicentino proprio per l'adozione dei nuovi orientamenti della Provincia in campo estrattivo e nella “minaccia discaricaî che si fa sempre più pesante e che vede un folto numero di località del Basso Vicentino candidate loro malgrado, ad accogliere l'insalubre ospite. Gli stessi sindaci si sentono zimbelli di organi superiori di potere. Alonte addirittura che ospita gi? due cave (e una di queste é la più grande del Triveneto che viene spartita con Orgiano) sarebbe il comune a più alto rischio perché sul suo territorio appare come un macigno angosciante una terreno di proprietà della Provincia. La Provincia si cala nella parte dell'orco delle fiabe! Chi non ricorda, ancora l'anno scorso, alcuni responsabili territoriali, consorzio di bonifica e qualche sindaco, che diceva che se non ne venisse concesso l'ampliamento della cava Italcementi, si correva il rischio che diventasse una discarica: ora la beffa é che la Provincia, oltre ad essere favorevole all'ampliamento della cava Italcementi per averlo scritto nero su bianco, completerebbe la torta, avvelenata s'intende, calando una bella discarica nelle vicinanze! Viene cos' dimostrato che il ricatto esercitato da alcuni amministratori con la minaccia di una discarica come alternativa all'ampliamento della cava Itacementi é a metà strada fra l'incompetenza e l'infamia visto che rischiamo di ritrovarci con due disastri in casa invece di uno solo quando potevamo con più decisione e meno arrendevolezza servile da parte di qualche amministratore evitare tutti i due. Una presa per i fondelli per la gente, un'inettitudine e una leggerezza da parte di alcuni amministratori e politici che risultano profondamente immorali.











