Autostrada Brescia-Padova:politica del mostro e mostro della politica

Venerdì 20 Luglio 2007 - viabilita,

Società come la Società Autostrade Brescia-Padova (nota anche come Serenissima) sono mostri politico-affaristici creati per arricchire amministratori pubblici ai danni degli amministrati

Il CdA di codesta società é costituito in grande parte da amministratori locali (sindaci di Vicenza, Verona, Padova, presidenti della Provincia di Vicenza, di Verona, di Padova) che per tale incarico hanno finora ricevuto un compenso che si aggira sui 100.000 euro annui che non hanno niente a che vedere con i compensi percepiti per gli incarichi ai quali sono stati eletti.

Chi garantisce che gli amministratori in questione non siano stati tentati di mettere, attraverso i loro strumenti politici di elevatissimo potere, il territorio che amministrano “a disposizioneî di quella precisa società che realizza infrastrutture e dalla quale a loro vengono garantiti 100.000 euro annui? La stessa Emmanuela Dal Lago che, da presidente della Provincia e, quindi, membro del CdA di detta società, si era battuta strenuamente per fare passare grandi progetti infrastrutturali da affidare alla società in questione (Valdastico Sud, che permette tra l'altro alla Serenissima di mantenere la concessione su tutta la sua rete autostradale quindi la bocciatura della Valdastico Sud poteva diventare un vero scaccomatto per l'esistenza stessa della società Serenissima, il nuovo casello di Montecchio, la Pedemontana, e addirittura la nuova megastruttura ospedaliera di Santorso attraverso una società da essa controllata, con società collegate come Vi.Abilità, o la CIS Spa che realizzerà il Cis di Montebello), é ora diventata la Presidente della Brescia-Padova!
La Brescia-Padova é ora sotto il tiro di ben quattro interrogazioni parlamentari, che hanno raccolto le osservazioni dei comitati che, come il nostro, da tempo denunciano la mostruosa anomalia, che é stata scandagliate anche da un'indagine del Gazzettino iniziata a metà luglio. La Brescia-Padova controlla ben 30 società fra collegate e controllate, in essa vige il cumulo delle poltrone (una singola persona siede in varie consigli di amministrazione oltre che ad essere presidente della Provincia, vedi il caso Casarin di Padova, o sindaco, come Hulweck), e addirittura, la società Brescia-Padova non vuole rivelare gli emolumenti dei suoi amministratori allo stesso Ministro Di Pietro in quanto pretende di fare calare su di essi il velo della privacy. » da notare che fra le società collegate e controllate la Brescia-Padova ne aveva una, fino a poco tempo fa, nel famigerato paradiso fiscale del Lussemburgo, che non puó non suscitare ricordi precisi nella questione Mani Pulite. Badate bene che il neo presidente della Provincia Schneck, non teme neppure di dire, appena insediato, che con la Dal Lago presidente della stessa Brescia-Padova, si potrà collaborare attivamente per portare a termine i progetti infrastrutturali sopra menzionati.
Se non siamo più in grado di percepire il verso scandaloso di questa faccenda e la tremenda perversione tumorale di tali incastri societari e politici, fabbricata da chi é stato eletto grazie a forti afflussi di voti provenienti dal nostro territorio, non c'é più nulla da sperare per questa parte dello stivale. Lo stesso presidente Galan grida ora allo “scandaloî: ben venga, ma era anche in grado e in dovere di farlo prima. Il Nordest s'inventa un Farwest senza più speranza di vedere nascere un suo Lincoln o un suo Washington per rimetterlo in sesto. La casta politica anche qui da noi imperversa, e la nostra terra, i nostri territori, diventano specie sonanti con cui politici vicentini e veneti rimpinguano il loro conto in banca. La mostruosità della Brescia-Padova, più che negli incastri societari e finanziari, sta soprattutto nel fatto, che quel mostro per sopravivere e pagare i suoi amministratori (un milione e 200 mila euro per 13 amministratori nel bilancio 2006), deve consumare e mangiare del territorio per digerirlo e trasformare in asfalto e cemento: si tratta di un vero e proprio ordigno di devastazione ambientale con il quale i politici che finora hanno fatto parte del CdA si sono fatti arrivare 100.000 euro al mese oltre ai loro emolumenti da incarichi istituzionali. Il costo della politica non risparmia la nostra salute e il nostro ambiente di vita quotidiano: per esso, la tutela del territorio e dei beni comuni é un nemico da abbattere.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.