cave, mazzette e cave a manetta

Venerdì 15 Maggio 2009 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,

Cominciamo solo ora a commentare quanto sta succedendo sul fronte vicentino delle cave perché dal nostro punto di osservazione, la tresca era cos“ vicina alla superficie della faccenda estrattiva che se ne sentiva l’odore serpeggiare in alcune decisioni inspiegabili, in alcuni accadimenti relativi al percorso della questione estrattiva anche nel Basso Vicentino che conosciamo meglio.

Di notevole interesse a questo proposito può essere il decriptare le linee direttive in materia estrattive escogitate dalla Provincia qualche anno fa e nelle cui elaborazioni tecniche ritroviamo il nome di qualche persona che in questi giorni troneggia fra i maggiori indagati nell’affare di collusione e tangenti che scoperchia gli affari loschi che portano l’ufficio cave della Provincia alla ribalta della cronaca giudiziaria. Allora avevamo usato la parola ‘mattatoio’ per definire quello che la Provincia progettava per il Basso Vicentino in quanto all’individuazione di siti estrattivi potenziali.
Come mai alcuni luoghi collinari che sono duramente difesi da comitati ed amministrazioni locali con ricorsi al TAR e addirittura al Consiglio di Stato le cui decisioni dovevano tutelarli definitivamente appaiano di nuovo come siti estrattivi potenziali in quelle linee guide della Provincia à Come mai lo nell’elaborazione delle Linee guide elaborate per la Provincia che le ha fatte sue troviamo coinvolti dei professionisti che ritroviamo anche come redattori di singoli progetti di coltivazione di cave, e quindi direttamente, in quelle precise occasioni, rimunerati dai cavatori stessi? Un conflitto d’interesse da qualche parte c’è. E se si vuole ripulire l’ufficio provinciale dopo quella tangentopoli, il Presidente della Provincia farebbe bene di evitare che la Provincia si faccia fare le sue Linee guide in materia estrattive da geologi free lance che si fanno anche rimunerare dai cavatori. Ora che saltano fuori i nomi di indagati eccellenti, come possiamo ritenere credibili i documenti che i tecnici che portano questi tecnici hanno firmato e che passano come documenti ufficiali della Provincia in materia estrattiva. Penso alle lunghe,faticose, coraggiose ore, sere, giornate, stagioni interminabili che volontari organizzati in comitati hanno dedicato e continuano a dedicare per contrastare quel meccanismo subdolo e sleale della macchina amministrativa che si palesa a volte con una omissione documentaria troppo importante per essere casuale, a volte con modifiche inattese di un documento o di un verbale che ne vanifica l’effetto cautelativo e preventivo. Penso alla passione e alle energie che al fianco della sensibilità e la convinzione di alcune amministrazioni comunali sono state spese nel Basso Vicentino per evitare finora il peggio.
Da questo sito, in questo ultimo anno abbiamo più volte attratto l’attenzione sulla curiosa e davvero bizzarra storia del PRAC non ancora approvato dal consiglio regionale e della sua preoccupante coincidenza con il progetto di legge regionale 92 che ne è l’indubbio complemento nel tremendo effetto che può avere per il destino dei Monti Berici che sono rivolti verso il Basso Vicentino e perché ricchi di risorse come il calcare per cemento e per industria. Ora, noi abbiamo sempre sospettato di qualcosa di anomalo che potesse oliare i meccanismi di alcune violenze perpetrate contro il nostro territorio. E se questo accade in Provincia possiamo immaginare la pressione che subiscono, in questo senso, uffici di enti che hanno maggiore peso decisionale su questa materia …
Un altro aspetto dobbiamo dire. C’è chi intasca mazzette e di solito sono funzionari situati nei punti strategici dei meccanismi autorizzativi, e c’è chi gode di finanziamenti. Sarebbe utili che la politica veneta e particolarmente i politici che fanno campagna per farsi eleggere al consiglio regionale rendessero trasparente i finanziamenti utili alle spese delle loro contese elettorali. é già accaduto, e non tanti anni fa, di scoprire che qualche alto funzionario regionale avesse ‘ceduto’ alle pressioni appena menzionate. Ora che entriamo in nuova stagione elettorale per la nostra regione e che andremo a rinnovare il Consiglio Veneto diventa imperioso la trasparenza dei bilanci elettorali dei contendenti, visto il modo spregiudicato in cui viene tenuta senza pianificazione un area di attività industriale cos“ impattante per il territorio, e che addirittura un progetto di legge come il 92 del 2005 che mira a sostituire la legge regionale 44 del 1992, ha l’alito pesante di una sola parte della scacchiera d’interessi che si devono intrecciare e contemplare quando si tratta della legislazione in materia estrattiva e di uso del territorio. E quell’alito è quello della lobby dei cavatori.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.