Asigliano dorme e il suo sonno genera mostri

Venerdì 05 Settembre 2008 - inquinamento, Basso Vicentino e Berici,

A. da Orgiano ci chiede:

'Un assessore comunale di un paese vicino non dell'unione (dei comuni di Alonte, Orgiano, Asigliano, Poiana) mi ha detto che ad Asigliano nella nuova zona industriale vicino a
noi oltre a sorgere un impianto destinato a bitumaggio prima destinato su un area di Orgiano, sorgerà un mega centro per circa 15 milioni di
euro per il recupero/smaltimento dei rifiuti organici.
Sono forse impianti meno dannosi e di minor impatto di una piccola azienda di sbavatura?
L'aria di Asigliano non circola da noi?
Forse con l'unione bisogna essere più accondiscendenti e cercare di
recuperare qualche soldino visto la zona industriale deserta?
Mi sembra strano che non si senta voce ad Orgiano.

L'assessore mi sembrava bene informato! Mah....à?à
Voi non sapete nulla à
Ciao, buona notte.'

NOSTRA RISPOSTA.

Caro A.,
ho appena letto la tua mail che hai inviato la notte scorsa al nostro sito. Come presidente del Comitato Tutela Territorio Orgiano Asigliano Veneto ti posso rispondere che in quanto alla zona produttiva di Asigliano Veneto il nostro comitato ha intrapreso un ricorso al TAR del Veneto presentato in tempo dovuto ma che non ha ancora ottenuto nessuna risposta giuridica in quando il ricorso non includeva la sospensione di ogni attività o azione immobiliare sulla zona in questione in attesa del giudizio. Questa richiesta di sospensiva è ciò che determina la velocità della giustizia amministrativa. Per questa ragione dopo sette anni siamo ancora in attesa della decisione del TAR del Veneto sulla variante di Asigliano.
Nel frattempo non siamo rimasti a guardare. Dopo l’elezione dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Boaretti abbiamo in breve tempo stabilito contatti con il neoeletto e lo abbiamo esortato ad usare gli strumenti in suo possesso per scongiurare, in attesa di una decisione definitiva del TAR del Veneto, l’insediamento di attività particolarmente nocive in quanto la zona di Asigliano non prevedeva vincoli per numerose attività di prima nocività. Ma delle nostre esortazioni nulla è stato raccolto e accolto. Queste esortazioni gli sono state ribadite quando tre anni fa si parlava del possibile insediamento ad Asigliano di una centrale termoelettrica di cui siamo stati i primi a dare notizia, sia sul nostro sito che mediante volantinaggio, mettendo in evidenza le criticità del progetto. La ditta proponente non ha insistito nei suoi propositi quindi l’insediamento non si è tuttora verificato.
Dopo questa seconda bordata di inviti, esortazioni, sollecitazioni accompagnate da una minaccia vera di insediamento indesiderato, l’amministrazione Boaretti non si è quindi mossa. Ci siamo recati nell’ufficio del sindaco ed abbiamo letto con lui la lista delle varie attività autorizzate ad insediarsi ad Asigliano, segnando assieme a lui, con una croce quelle da evitare e da bandire mediante una variante all’uopo: ma niente da fare, l’amministrazione non ha proceduto a stillare protezioni e tutele per i suoi amministrati e la loro salute. Inerzia, apatia, abulia: una tale mancanza di determinazione diventa colpevole. E apre la porta al peggio del peggio, tipo il possibile insediamento della cromatura Dal Grande responsabile dell’inquinamento da cromo esavalente di Meledo questa scorsa primavera. Appena abbiamo sentito il progetto della Dal Grande d’insediarsi ad Asigliano abbiamo organizzato, con i comitati attivi a Sarego e Meledo, un incontro pubblico ai primi di luglio a Meledo stesso, invitando il sindaco di Asigliano che era presente con due suoi assessori, il sindaco di Sarego, che magari poteva dare qualche suggerimento al suo collega di Asigliano, l’assessore provinciale all’ecologia Mondardo, che cos“ poteva avere presente la problematica di Asigliano e farsi carico di qualche particolare attenzione per gli asiglianesi, dei tecnici (dell’Arpav, dell’USL), e il professore Tamino dell’università di Padova che magari riusciva a motivare con maggiore scientificità alle nostre richieste. Ma la Dal Grande potrebbe ancora insediarsi ad Asigliano in quanto nessun vincolo lo vieta e ormai lo può vietare: se si è già mossa per deporre un progetto d’insediamento sull’area è partita persa e ci si può solo proteggere con monitoraggi continui di un impianto però funzionante, ed esigere le più alte garanzie cautelative che può offrire la più recente tecnologia in materia di cromatura.
E ora arriviamo alla centrale di compostaggio. Appena abbiamo sentito dallo stesso assessore Mondardo del progetto in questione ci siamo informati per capire di cosa si tratta esattamente. Per questo oltre a fare un’indagine sulle peculiarità tecniche di questo tipo di impiantistica ci siamo anche messo in contatto con comitati del Bassanese che hanno una centrale di questo tipo sul loro territorio ma non della più recente tecnologia in materia. Dalle informazioni che abbiamo finora asseverate la criticità di queste centrali riguarda soprattutto gli odori che sono sensibili all’esterno, teoricamente, soltanto in caso di fuoriuscite accidentali. Ma questi odori non sono accompagnati da presenze di sostanze nocive in quanto il compostaggio avviene in modo del tutto naturale. Un impianto perfettamente funzionante non dovrebbe diffondere odori molesti. é chiaro che quando si dice compostaggio si dice rifiuto organico che si decompone e quindi raccolta differenziata di cui ad Asigliano arriverebbe solo la parte umida del Basso Vicentino e di parte del Vicentino. Quindi il rifiuto quale verrebbe qui trattato non ha nulla a che spartire con tutto quello che si sente a proposito di discariche e termovalorizzatori o inceneritori che siano. Su alcuni siti di ecologia intransigente si possono trovare addirittura informazioni per costruire un impianto di questo tipo ad uso casalingo con uno slogan del tipo ‘riscaldati ed illuminati con una buccia di banana’. Stiamo comunque approfondendo la questione raccogliendo ulteriori informazioni e prevediamo di indire un incontro pubblico ad Asigliano questo autunno invitando lo stesso assessore Mondardo a spiegare il progetto, un ricercatore di Padova ad esporre le criticità, ed ovviamente gli amministratori di Asigliano a chi a questo punto si potrà chiedere di illustrare ai presenti le ragioni della loro apatia.
Anche contro la zona produttiva di Orgiano oggetto di una variante altrettanto famigerata di quella di Asigliano, abbiamo fatto ricorso al TAR del Veneto, purtroppo, anche in questo caso senza sospensiva. Però ad Orgiano la musica è diversa. Mentre l’amministrazione di Asigliano langue e snerva, la nuova amministrazione di Orgiano si è già mossa e si adopera fattivamente per arginare i danni e contrastare le peggiori nocività che l’amministrazione Rezzadore aveva spregiudicatamente pianificato di spalmare sul nostro territorio.
Ora è chiaro che gli ostacoli e le strategie di contrasto che l’amministrazione orgianese mette in opera per evitare insediamenti indesiderati sul proprio territorio si ripercuote sul territorio confinante di competenza dell’amministrazione di Asigliano che malgrado tutto il tempo che aveva a disposizione per rendere operativi i consigli e gli avvertimenti di cui siamo stati latori, non ha mai accennato ad un gesto, una mossa di difesa.
Il caso della sbavatura di Teonghio è esemplare, benché se ne potrebbero citare altre, come l’impianto di bitumaggio. Nel caso della sbavatura di Teonghio che si sarebbe inserita in una area residenziale e davvero in mezzo alle case, è stata scongiurata una delle tante anomalie d’italiano stile dove il danno alla salute si accompagnava di bieco abuso di potere di un ‘Antonio’ locale (‘Vota Antonio!Vota Antonio!’) per dirla al maschile, mentre con il bitumaggio mi pare non è ancora detto che vada a finire ad Asigliano visto che la ditta in questione ha di mira proprio Orgiano che però fa a pugni mentre Asigliano con i suoi 54 lotti e passa di folle devastazione del territorio già in essere se ne sta a dormire nelle corde!
Per di più e purtroppo, i PATI non sono strumenti che possono supplire alle inadempienze in materie di tutela simile a quelle di cui ha dato prova l’attuale amministrazione di Asigliano. Quest’ultimo è uno dei punti che è stato ribadito proprio nell’incontro di Meledo da amministratori provinciali. Asigliano ha dormito troppo e non ha mai provato a lottare contro l’arrivo dei bruti.

Ora che fare quando si ci ritrova davanti a una situazione che, come questa, è stata lasciata marcire troppo a lungo?
Quando l’insediamento di un’attività di prima nocività apre la strada, inesorabilmente, ad ulteriori attività altrettanto nocive perché nessun vincolo agli insediamenti è stato posto preventivamente?
Tecnicamente, non può più fare nulla per impedire l’insediamento e gli insediamenti in questione. Se non vigilare sulla correttezza e l’accortezza tecnologica dell’impianto quando viene progettato, al fatto che rispetti le norme regionali e nazionali di tutela della salute e dell’ambiente quando è in funzione e stare continuamente ai calcagni del potenziale inquinatore con monitoraggi, sopralluoghi e verifiche tecniche, chimiche, ecc…. Però se Asigliano se continua a dormire malgrado il groviglio di mostri che si ritrova ora in ciò che era un giardino non ci resta che sperare in un esito positivo nonché prossimo del nostro ricorso al TAR del Veneto.

Comunque avremo occasione di parlarne e di esporre tutto ciò in occasione di ‘Orgiano in piazza’ dove il comitato sarà presente con un gazebo.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.