La piovra d'asfalto del Nordest colpisce ancora...come previsto.
Mercoledì 07 Novembre 2007 - viabilita, Vicenza e medio vicentino,
Ormai é una scia d'asfalto e di cemento che la Lega lascia sul territorio veneto e vicentino in particolare. Chiamarla scia é dire ben poco, mantello, tabarro di cemento e asfalto conviene meglio al caso nostro.
Avevamo seguito le posizioni sempre più determinate ed aggressive dei generali, tenenti e caporali della Lega soprattutto vicentini contro i comitati di cittadini “No Dal Molin”: raccolta firme con gazebo disposti nelle piazze cittadine, consiglieri regionali che fanno interrogazioni in consiglio regionale sull'informazione svolta dal TG3 Regionale sulle proteste no base. Queste operazioni a tappeto a favore della base americana in chiara contrapposizione con il noto principio leghista “paroni a casa nostra” erano stati anticipati dalla nostra Manuela tutta asfalto e cemento, quando alle ultime battute della sua presidenza in Provincia e già membro del Cda della Serenissima Brescia-Padova, era ben contenta di trovare appigli per negare in modo comunque forzosi, la necessità di una valutazione d'impatto ambientale dell'insediamento Dal Molin, e con subdola mira scaricava su Roma tutte le responsabilità del problema politico e urbanistico.
Avevamo messo in relazione quel battage terroristico leghista contro la manifestazione di dicembre e le varie resistenze fattive contro la base, con la faccenda veronese del traforo delle Torricelle che vede il sindaco leghista Tosi e la sua amministrazione pronunciarsi a favore dell'opera in questione che aveva visto divisa la città con le sue varie amministrazioni per oltre venti anni. E subito bello e pronto spunta un progetto firmato Serenissima Brescia-Padova, presieduta dalla leghistissima Emmanuela Dal Lago che da presidente leghista della Provincia di Vicenza si afferma sempre più presidente leghista della Brescia Padova.
Da ció si poteva facilmente desumere che qualcosa degli appalti collegati al progetto Dal Molin doveva pure finire fra le mani della società presieduta dalla leghista Dal Lago. Lo stesso Costa qualche giorno fa aveva gi? anticipato che per la tangenziale metteva tutte la responsabilità degli appalti nelle mani dell'attuale presidente leghista della provincia di Vicenza Attilio Schneck. Ecco che dopo una settimana la Brescia Padova in accordo con la Provincia di Vicenza viene fuori con un progetto della tangenziale!
» difficile non pensare che sapevano già da un bel pezzo che i lavori della tangenziale finiva in mani leghiste (come dire altrimenti!) e la ciliegina sulla torta é che il costo di detta tangenziale di 2,5 chilometri viene calcolato di 50 milioni di euro al chilometro, prezzo che potrebbe lievitare fino a raggiungere il costo della stessa base (incredibile ma vero!).
Pazzesco e folle. Pazzesco perché si accerta che la spietatezza leghista é oscena, ed é impudico e immorale il modo leghista di monetizzare in tale modo, a proprio fine, il bene comune. Folle, perché la tangenziale dovrebbe essere un'opera di mitigazione dell'impatto Dal Molin, e ci accorgiamo che i signori dell'asfalto e del cemento che ormai fanno tutt'uno con i vertici leghisti locali, mitigano l'impatto Dal Molin con l'impatto enorme della tangenziale, mitigano asfalto e cemento con ulteriore asfalto e cemento!
Inoltre, mentre viene accertata il delicato assetto idrogeologico della zona, si propongono di passare in galleria sotto la base, proprio dove ci sono le fatidiche falde, che costituiscono uno dei nodi di maggiore sensibilità ambientale del sito Dal Molin, e proprio in periodi dove l'emergenza idrica é sulla bocca di tutti perché di altissima fragilità.
Ricordiamo inoltre che questi soldi per la tangenziale non sono gli Stati Uniti che gli verseranno ma bensì lo stato italiano, cioé sono soldi che sono anche nostri! Facendo il conto che lo stato italiano assume inoltre il 40% dei costi delle basi americane sul nostro territorio, possiamo farci un'idea di quanto viene a costare la nuova base Dal Molin al contribuente italiano. Per fortuna che ci sono i soldi di chi paga le tasse per rimpinguare le tasche di chi inveisce contro Roma ladrona.
La piovra di asfalto del Nordest ha colpito ancora perché é congegnata su uno rapporto endogeno fra politica e affari. La Lega aveva fatto clamorosamente cilecca con la sua famosa banca che poi é passata nelle mani di Fiorani che ha dichiarato di avere successivamente unto generosamente le mani dello stesso Calderoli. Ora é a capo e guida una macchina che attira milioni di euro nelle sue casse. L'asino della fiaba Pelle d'Asino defecava oro mangiando semplice paglia e costituiva la fonte di arricchimento del re suo padrone: la piovra d'asfalto divora territorio di tutti per arricchire i padroni di casa nostra, e addirittura ha trovato la maniera di fare arrivare nel suo avido stomaco i nostri soldi di contribuenti.











