L'anomalia Costa

Venerdì 18 Gennaio 2008 - politica,

Questione di semplice buon senso. Come fa un politico, eletto in questo o quel partito a diventare Commissario straordinario.

» stato il caso fallimentare di Bassolino in Campania, ed é quello di Paola Costa in Veneto. Si capisce che commissario con simili funzioni straordinarie venga nominato un super funzionario come Bertolaso o come De Gennaro. Peró quando viene nominato un politico di carriera come Bassolino o Costa, c'é qualcosa che non quadra. Un conflitto di ruoli in un paese avvolto dai conflitti d'interessi grandi e piccoli forse passa inosservato come la broncopolmonite in un corpo alle prese con una neoplasia. Ma di malattia seria si tratta con effetti patogeni ulteriori e ed ulteriormente deleteri. Trapela dalle ambigue ed imbarazzate forme retoriche usate da Costa nel Giornale di Vicenza del 17 gennaio scorso. Costa non sa come rispondere ad Achille Variati: rispondere da politico che appartiene allo stesso schieramento politico o da funzionario dello Stato? Se Costa fosse stato un vero funzionario dello Stato avrebbe portato avanti il suo lavoro in un modo più trasparente, mentre la trasparenza che egli rivendica come sua é stata finora soltanto un simulacro di trasparenza, una trasparenza determinata dalla finalità di portare avanti, a qualunque costo (costi quel che costi, appunto) un progetto di applicazione di una decisione politica presa dal capo riconosciuto dal suo schieramento. Un vero funzionario sarebbe, paradossalmente, più libero e più trasparente. Quindi una vera Valutazione d'Impatto Ambientale l'avrebbe fatta, e alle Valutazioni d'Impatto Ambientale, in un paese civile e che non é privo di senso dello Stato, si dice anche di no (vedi quanto accade in questa materia proprio negli stessi Stati Uniti). Una decente VIA non é stata fatta quindi, e siccome una vera VIA comporta un massimo di trasparenza e di partecipazione civile, é lecito e d'obbligo, ormai, pensare che sia l'una che l'altra non dovevano esserci. Quindi Paolo Costa lasci stare Achille Variati. Con la faccenda Dal Molin Variati ha dimostrato di avere coerenza politica da vendere anche ai quei suoi colleghi del centrosinistra vicentino sui quali ha avuto l'effetto mirato la scelta politica di Costa da parte della nomenclatura romana: Costa doveva fare ingoiare il raddoppio della base americana al centrosinistra vicentino anche a prezzo di devastarlo. Tanto il centrodestra si esprimeva comunque a favore. Ma Paolo Costa non ce l'ha fatta proprio con il numero uno del centrosinistra berico, che si é comportato come un politico da lodare per la coerenza e la sensibilità nei confronti del proprio territorio e della propria gente senza cadere nella trappola romana. “A Venezia Costa ha fatto passare il Mo.S.E. malgrado Cacciari vuoi che a Vicenza non si possa fare passare la base malgrado Variati!î Cos' si é probabilmente ragionato nel boudoir bulgaro di Romano.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.