Altavilla Vicentina: un contado di tempi che non devono tornare

Venerdì 17 Aprile 2009 - politica, Vicenza e medio vicentino,

Decisamente l’amministrazione di Altavilla Vicentina ha un suo stile nel trattare con i propri cittadini. Anzi, è più giusto dire che l’amministrazione di Altavilla è del tutto priva di stile.

Il suo stile di comportamento amministrativo sta nel tagliare il basilare collegamento di scambio politico e sociale con i propri amministrati che vengono costretti ad usare strumenti legali per fare valere i loro diritti come lo dimostrano alcuni fatti che descriveremo testé. Ci si sembra proiettati in un mondo feudale dove il comune mortale doveva forgiare i propri strumenti per tutelarsi fino al punto in cui venne il giorno che si cominciò a parlare di democrazia. Ma quel giorno fa ancora fatica a sorgere ad Altavilla.
Uno dei casi più clamorosi in cui l’attuale amministrazione di Altavilla ha dimostrato un atteggiamento da cacciatore di taglia con i suoi amministrati è arrivato alla ribalta nazionale ed è noto come Multavilla. La gente che è caduta nel tranello di Multavilla ha avuto la sensazione di essere il topolino che prova a sfuggire alle pazienti furbizie del gatto. Non si trattava più di tutelare la salute e la sicurezza stradale sul territorio di Altavilla ma di trasformare i suoi incroci ed i suoi semafori in vere e proprie trappole che avrebbero permesso alla comune di fare cassa con incette di gabelle come nei peggiori scenari di storie di feudatari a caccia di monete d’oro o di farraginose imposte per rimpinguare il loro bucato forziere.
Si può pure ricordare il caso di quelle nuove abitazioni in fondo a via Monte Grappa. In quel caso è vero che di mezzo c’era qualche fasulla finanziaria che ha lasciato sul lastrico e senza casa gli sventurati compratori. Ma perché doveva proprio succedere ad Altavilla: per farle assumere la faccia smorfiosa di Truffavilla.
Prendiamo il caso inquietante de raddoppio della A4 che la Regione Veneto ha inserito nel sistema delle tangenziali. Una delle più improprie e estemporanea espressioni dello sperpero di territorio e della sua messa a reddito per fare la fortuna di pochi costruttori e la disgrazia di tanti abitanti che verranno espropriati dalle loro case destinate alla demolizione per lasciare passare l’insulsa arteria o che vedranno cavalcavia giganteschi e ballerini saltare da una parte all’altra delle strade accanto alle quali abitano alcune delle quali, come la via Monte Grappa (sempre la stessa! … è il lembo di verde più vicino al centro de paese) di Altavilla ancora pregna di vocazione agricola: tante case che hanno strade ad alto traffico vicino se ne ritroveranno un’altra che passerà sopra il loro tetto. Ebbene davanti ad un tale impatto sul territorio, e l’impatto sul territorio di Altavilla è uno dei più consistenti dell’intero tracciato, non si è mai sentito da parte dell’amministrazione comunale un tentativo di consultazione della gente di Altavilla che vive nelle aree particolarmente coinvolte dall’infrastruttura in questione. Si parla di fare uscire la superstrada da una galleria a due canne dai fianchi dei Berici sopra via Monte Grappa in zona poco lontana dall’incrocio con la strada di Sant’Agostino, farla saltare sopra l’autostrada A4 per raggiungere la tangenziale di Vicenza all’altezza del casello di Vicenza ovest; ci si chiede se addirittura non è meglio spostare il Retrone per evitare di impattare sui piazzali delle ditte di autotrasporto situate in quelle zone e fare passare la superstrada nel letto del Retrone che andrebbe a questo punto in sotterraneo. E questo sempre sul territorio di Altavilla che è anche il territorio degli abitanti di Altavilla e non solo di chi siede nel palazzo comunale. E su tutto questo nessun scambio di pareri o di idee, nessuna consultazione con i residenti. Lo Studio d’impatto Ambientale è già stato presentato ed era una buona opportunità fare questa presentazione pubblica ad Altavilla, davanti agli abitanti di Altavilla, come lo suggerisce la legge regionale sulla VIA. Invece tutto è stato fatto per addetti ai lavori nel palazzo della Provincia, che è stata ben attenta a divulgare troppo la questione se non per gli stretti obblighi legali dell’informazione locale (ma a norma di legge VIA non è sicuro che basti!): la Veneto autostrada non deve essere troppo ostacolata nel suo progetto, altrimenti, la Spa Serenissima il cui presidente è anche presidente della Provincia di Vicenza potrebbe incontrare alcuni impicci nei cantieri che ha in progetto e per i quali ha bisogno di fare l’occhiolino in questo modo a Galan e sua giunta regionale dopo i recenti contrasti sulla Valdastico Sud . Questi scambi di favori fra amministrazioni provinciali e regionali non sono uscite da un classico sceneggiato sulla commistione trasversale fra politica ed affari ma fa proprio parte integrante dell’attuale scacchiera infrastrutturale veneta che vede i politici mettere a soqquadro il territorio per sfamare le piovre di asfalto che stanno cavalcando nel modo più improprio e politicamente incompatibile.
L’amministrazione di Altavilla poteva modestamente e correttamente dire la sua e contribuire ad una maggiore trasparenza e responsabilità politica. Invece supina più che mai non dice niente, cammina bocca chiusa mantenendo un profilo bassissimo. E la ragione secondo la quale l’amministrazione di Altavilla essendo un combinato di Forza Italia e Lega, cioè le stesse forze che si stanno dando battaglia e a volte si scannano per acchiappare gli appalti nell’arena delle infrastrutture venete, perciò essa deve per forza lasciare il campo ai big dei rispettivi imbestialiti e fare buon viso contro cattiva sorte, non è per nulla sufficiente e politicamente accettabile: alla fine sono i cittadini che pagano quel degrado della politica che confluisce negli stessi partiti forti che dominano la scacchiera veneta.
Last but least, quel prurito del feudatario molto diffuso fra chi gestisce la cosa pubblica ad Altavilla può ripercuotersi anche nelle faccende di alcune contrade. Chi si sente appoggiato dal sovrano o dal suo vassallo pensa di poter fare a meno indisturbato, delle norme di comune convivenza. Testimonianza pure recentissima e in parte ancora in atto è la sorte di un impianto di maneggio e scuderia che è piombato a ciel sereno in una delle aree del territorio di Altavilla più pregiate dal punto di vista ambientale. Senza mezzi termini i proprietari hanno iniziato una serie di impianti senza badare ad autorizzazioni e vincoli di qualunque sorta, fino a quanto la gente della zona si è mobilitata, ha tirato in ballo il Comitato Intercomunale Tutela dell’Area Berica per verificare gli abusi commessi. Scatta la segnalazione. L’ufficio tecnico del Comune procede alla notifica. I proprietari dell’impianto che non sono neppure proprietari del terreno in questione procedono imperterriti nel loro intento di incrementare la loro attività malgrado le ripetute visite della polizia locale. I tecnici intimano l’ordine di demolizione delle strutture pare fatte all’insaputa dei veri proprietari dello stesso terreno. Per un’altra serie di questioni di convivenza gli autori dell’abuso edilizio si meritano una petizione di denuncia sempre da parte degli abitanti dell’area. La petizione rimane senza risposta da parte del sindaco fino a quando gli stessi firmatari della petizione ricevono una missiva dell’avocato designato dai soggetti oggetti della petizione che gli minaccia di portare i firmatari della petizione in tribunale. I firmatari si scelgono a loro volta un avvocato che conosce bene le magagne del territorio di Altavilla in quanto difensore anche di numerosi automobilisti finiti nella morsa di Multavilla. L’avvocato chiama al telefono il sindaco che a questo punto si degna di rispondere ai suoi cittadini. Ancora una volta ad Altavilla occorre mobilitare un avvocato per farsi sentire da cittadini.
Ma a un certo punto c’è chi si è chiesto come mai cos“ tanta temerarietà dimostra chi sa di essere nel più totale torto come nel caso dei nostri empi cavallerizzi: è venuto fuori che dall’inizio delle scorrettezze e delle ‘improprietà’ edificatorie, mentre poco a poco, lemme lemme ma con decisone si consumava e si approfondiva l’abuso, lo stesso vice-sindaco aveva il proprio cavallo negli illeciti impianti che egli frequentava tranquillamente malgrado la mancanza totale di autorizzazione a costruire e di un minimo cartello da cantieristica, la cui assenza era difficile non notare per un frequentatore del luogo. Un ulteriore riprova di come nel contado Altavilla vige ancore il diritto di vassallaggio.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.