Alonte: intervento del Comitato e Italia Nostra

Lunedì 04 Ottobre 2004 - urbanistica, Basso Vicentino e Berici,

Il Comitato di Tutela di Orgiano e Asigliano Veneto con un rapprensentante di Italia Nostra, hanno incontrato, venerdì 1 ottobre, la gente di Alonte per esporre le strategie attuabili dopo l'approvazione del discusso nuovo PRG da parte dell'amministrazione di Alonte.

E' stato messo in evidenza come la situazione attuale di Alonte sia g'à estremamente critica dal punto di vista urbanistico, proprio per il susseguirsi di 7 varianti in dieci anni che hanno portato Alonte a detenere il primato vicentino di aumento del suolo impermeabillizato a cemento e mattone negli ultimi vent'anni (138%). L'anomalia dello sviluppo di Alonte é stata segnalata dagli analisti del settore a più riprese, ma ció non frena l'estremismo cementofilo dell'amministrazione locale, che sarebbe anche disposta, secondo alcune dichiarazioni pubbliche del cosidetto vice-sindaco di Alonte, a chiedere l'abolizione di tutti i vincoli paesaggistici che possano fare da ostacolo.
Gli abitanti di Alonte presenti all'incontro hanno dimostrato di essere determinati nelle azioni da attuare dopo la sciagurata approvazione del PRG: ovvero, se il PRG non dovesse quantitavamente e qualitativamente mutare dopo l'esame della Regione, preparsi ad affrontare un ricorso al TAR.
Nel frattempo, visto che il piano difficilmente potrà
arrivare sul tavolo della Giunta Regionale entro un anno, é stata vista come un errore grave l'assenza di una lista di opposizione alle ultime recentissime elezioni, dando cos' il via libera alle peggiori derive del mandato affidata all'attuale amministrazione che rischiano di sfocciare in delirio di onnipotenza.
L'unico rimedio é di costituire un comitato o un'associazione che informi il cittadino di quanto accade all'interno del palazzo comunale e abbia funzione di volano per la tutela del territorio di Alonte e di chi ci vive.
Intanto, contatato dal Gazzettino, il sindaco Fasolin ha dato, nell'edizione della domenica 3 ottobre del quotidiano, una risposta alla sua altezza, cioé anodina e senza pertinenza con la realtà della variante coinvolta:parlare di sviluppo armonico di Alonte come fa nell'intervista in questione, é gi? molto discutibile ora, quindi figuriamoci con le nuove tonnellata di cemento che si vuole fare arrivare nel paese, cos' come dire che al posto della Triveneta non ci sarà nessun altra industria, nel caso in cui la dita ora di Brendola, decidesse di cambirare parere sul suo iluogo di inseediamento, é una vera propria falsità stando alla documentazione a disposizione.
Comunque, La Triveneta cavi con i suoi 200.000 mq di impermibilizzazione del suolo, con le sue 600 autovetture previste e 50 autotreni al giorno rappresenta una vera e propria calamità, oltre che per l'ambiente locale, per la viabilità che coinvolge l'intero tratto della S. Feliciano e quindi i paesini che si riversano su quest'arteria di fondamentale importanza per tutta la zona

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.