400 mila mq per che cosa?!
Lunedì 03 Febbraio 2003 - industrie, Basso Vicentino e Berici,
Ci si preoccupa tanto della possibile realizzazione di una nuova area industriale ad Orgiano e non si parla abbastanza di un altro progetto simile, altrettanto vasto e già approvato dalla Regione, che sta per essere attuato nel vicino comune di Asigliano. Partono da questo punto le riflessioni dell'ing. Domenico Verlato, sindaco di Pojana Maggiore dal 1990 al 1995, interessato per motivi civici e professionali alle sorti del Basso Vicentino.
´Mentre l'azione del comitato spontaneo sorto per ostacolare la variante di Orgiano é riuscito a far tentennare le decisioni del sindaco Rezzadore - spiega Verlato - niente e nessuno ha impedito all'Amministrazione di Asigliano di votare qualche mese fa il progetto per un'area produttiva di 400 mila metri quadri nei pressi della strada San Feliciano . Allora il livello di sensibilità verso questo problema era inesistente e la variante di Asigliano é passata addirittura col voto unanime del consiglio comunale’.
I 400 mila metri quadri riservati alle industrie sono, per Verlato, un'assurdità.
´Ad Asigliano esiste già un'area artigianale di 40 mila metri quadri, che soddisfa ampiamente le esigenze produttive. Aumentare la superficie produttiva del mille per cento, senza aver prima effettuato uno studio sulle necessità produttive e le capacità strutturali della zona, non ha senso e puó provocare dei danni irreparabili. Si pensi all'arrivo di oltre mille lavoratori richiamati dalle nuove aziende. E poi il traffico, la cementificazione dei campi, il possibile insediamento di aziende inquinanti; il territorio non sente affatto il bisogno di tale rivoluzione. E la variante di Orgiano, con i suoi 500 metri quadri di espansione, raddoppierebbe gli effetti di tale scempio’.
Per Orgiano, il sindaco Rezzadore ha di recente annunciato l'intenzione di rinunciare alla parte di progetto che andrebbe ad allacciarsi all'area di Asigliano.
´La gente del Basso Vicentino si é sollevata unanime, e il sindaco di Orgiano ha dovuto tenerne conto. Anche qui, peró, vedo delle ambiguità. Uno dei problemi principali per Asigliano riguarda lo sbocco sulla "San Feliciano", non previsto dal progetto. Ebbene, il 27 dicembre, quando la battaglia su questo tema era da tempo in corso, il sindaco di Orgiano ha autorizzato la costruzione di un ingresso temporaneo dalla "San Feliciano". La richiesta é arrivata da Asigliano il 13 dicembre e il 27 era già pronta la delibera: una sollecitudine un po' sospetta’.
L'azione dei comitati si muove dunque tra un progetto già deliberato ed un altro le cui reali dimensioni non sono ancora ben chiare.
´Anche l'approvazione della Regione alla variante di Asigliano presenta lacune. Ad esempio, si fa riferimento ad un parere "sostanzialmente favorevole" dei Comuni confinanti, mentre il Consiglio di Pojana ha deliberato un ordine del giorno contrario. C'é spazio, insomma, per bloccare questo disegno che mira a portare nel Basso Vicentino un'espansione industriale non richiesta, inutile e dannosa’.
Resta da capire quali sono le reali motivazioni di questo assalto all'Area Berica.
´Io un'idea, non dimostrata, ma plausibile, ce l'ho. Penso che le aziende situate in zone ormai sature, ad esempio nella Valle del Chiampo, siano alla ricerca di un'area di espansione in cui trovare spazio disponibile e prezzi favorevoli. Se questo é il disegno generale, occorre prestare la massima attenzione per impedire che un simile modello di crescita, pericoloso e ormai obsoleto, venga esportato nell'Area Berica’.
´La domanda iniziale - conclude l'ing. Verlato - per la variante da zona agricola a zona industriale di un'area di circa 360 mila metri quadrati ad Asigliano é stata presentata da Lino Marana, lo stesso che ha presentato analoga richiesta ad Orgiano per un'area di circa 300 mila metri, adiacente a quella di Asigliano. Successivamente la richiesta di concessione a lottizzare é stata presentata dalla società "Fenice", divenuta nel frattempo proprietaria del terreno. » una società finanziaria di cui é amministratore unico Pierantonio Dal Lago. Unici soci sono due società fiduciarie: "Svir" (51 per cento) e "Istituto Fiduciario Veneto" (49). Di tali società non si sa l'identità dei soci, trattandosi di fiduciarie. In una recente assemblea pubblica si é dichiarato procuratore della "Fenice" il geom. Pierandrea Agujaro, anche se ció non risulta da atti formali. Lo stesso geom. Agujaro ha firmato come progettista la lottizzazione, assieme all'arch. Massimo Frigo’.
di Lino Zonin
fonte: Il Giornale di Vicenza











